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Terracina
è stata per secoli un punto di riferimento della geografia politica
dell'Italia centrale marittima: prima
come antiporta di Roma, poi come confine dello Stato della Chiesa col re- gno di Napoli fino al 1861, e con quello d'Italia fino al 1870. Di origine italica, poi etruschizzata (Tarchna come Tarquinia), poi volsca(Anxur) e romana dal 406 a.C., Terracina è una stratificazione di culture. Nel 326 a.C. vi fu dedotta una colonia marittima romana e nel 315 venne inquadrata nella Tribus Oufentina. L'apertura della via Appia, nel 312, ne fece un centro commerciale importante, cresciuto in età imperiale grazie all'ingrandimento del porto e al taglio della roccia che impediva il passaggio dal mare: è il cosiddetto Pi sco Montano, pinnacolo calcareo, alto 126 metri, che Traiano fece tagliare per 128 piedi romani, equivalenti a poco meno di 38 metri. Il crollo dell'impero ebbe ripercussioni gravissime:Terracina si trovò ad essere attraversata da eserciti di ogni genere e, quando vennero a man care i presìdi, la pianura sulla quale giaceva di venne palude. Nel me dioevo appartenne ai Frangipane, poi fu sotto il dominio diretto del pontefice romano e dei re di Napoli, impegnata in lotte coi paesi confinanti: insomma, un periodo agitato e difficile, che cul minò nel Cinquecento in una crisi che portò la città alle soglie dello spopolamento totale. Si riebbe alla fine del Set tecento con la bonifica di Pio VI, che riaprì la via Appia, regolò fiumi e canali di scolo, costruì a Terracina il Borgo Pio, ne fece un centro com merciale. Nel settembre del 1870, le truppe del nuovo Stato italiano la annettevano all'Italia unita. La bonifica fasci sta degli anni Trenta di questo secolo sottrasse molto territorio a Terracina, soprattutto per la istituzione del nuovo co mune di Sabaudia. L'economia terracinese si appoggia su attività turistiche, agricole e commerciali. Il turismo si awale sia dell'esteso li torale, oltre quindici chi lometri, che lambisce la città, con stabilimenti balneari, alberghi e cam peggi, sia dell'area colli nare, tanto pregiata da essere stata protetta da un parco nella zona di Campo Soriano; sia, in fine, dei valori monu mentali che la contras segnano. La Terracina alta alterna forme romane e medie vali, che trovano armo nica sintesi nella piazza del Municipio, I'antico foro repubblicano, e sulla quale si affacciano la cat tedrale di San Cesareo, col vicino palazzo ve scovile, la Torretta me dievale, il Palazzo Ven ditti, e i resti degli edi fici che formavano il Foro Emiliano, con una grande platea, I'arco ono rario e, alle spalle, ele menti del teatro. La stessa Cattedrale di San Cesareo e' nata sul Tempio Maggiore, che si vuole dedicato ad Au gusto e a Roma. Co struita attorno all'XI se colo, nel 1088 ospitò il primo conclave tenutosi fuori Roma, che por-to', il 12 marzo, alla elezione di Urbano II, il ponte fice che bandì la prima crociata. La chiesa si apre su un pronao, il cui architrave è per corso da un fregio mu sivo del XII secolo, e si apre su tre navate di vise da colonne romane. L'altare centrale, del 1729, è sormontato da un baldacchino di le gno e affiancato da due altari minori del XII se colo. Il pavimento e' in opera musiva e denun cia mani appartenenti ad età diverse, anche se pre vale l'opera dei maestri cosmati, duecenteschi, cui si debbono il bell'ambone e il candelabro del cero pasquale, alto quattro metri. La Torretta, o torre civica, alta 35 metri, ospita una raccolta archeolo gica. Al di sotto della piazza del Comune si erge il Palazzo della Bonificazione pontina, co struito nel XVIII secolo. La città murata, racchiusa entro le cortine di fensive bizantine e me dievali, comprende case torri, camminamenti di ronda, il Castello o Rocca dei Frangipane, detta an che Rocca Traversa, del XII secolo, in cattive con dizioni di manutenzione; le chiese del Purgatorio, di San Domenico, dei primi del Duecento. Nella parte a valle, lungo laviaAppia, sorge la neo classica chiesa del Salva tore progettata dal Vala dier, al quale si attribui sce anche la bella esedra di piazza della Repubblica o del Semicircolo, nella quale si innalza il monu mento ai Caduti di Duilio Cambellotti. La chiesa fu iniziata nel 1795, sospesa, e ripresa nel 1830, su progetto rielaborato dall'architetto Antonio Sarti, bolognese. I lavori si conclusero nel 1846. |